Come cambiano
i territori
Come cambiano i territori
Ci sono luoghi che resistono, altri che si trasformano, altri ancora che si indeboliscono. Questa è una lettura delle dinamiche che attraversano i territori italiani, tra fragilità che persistono e nuove possibilità che emergono.
Ricerca basata su dati ISTAT, con focus sul Mezzogiorno e sulle aree interne di Emilia-Romagna e Toscana.
Dalla rottura
a una lettura integrata
Quattro dimensioni — La pandemia segna una frattura nelle traiettorie locali. Amplifica fragilità esistenti e ne genera di nuove.
Per leggere queste dinamiche, le diverse dimensioni si ricompongono in quattro capitali territoriali: umano · imprenditoriale · culturale · sociale.Una struttura che permette di interpretare il territorio come sistema.
Una ripresa che emerge,
ma non si distribuisce
Nel lungo periodo, le condizioni socio-economiche mostrano un deterioramento. La povertà cresce, colpendo in modo più intenso il Mezzogiorno, soprattutto tra i minori.
Nel 2024 l’incidenza supera il dato nazionale di quasi 3 punti percentuali. Allo stesso tempo, emergono segnali di ripresa.
Il lavoro e i livelli di istruzione migliorano nel periodo post-pandemico.I territori reagiscono. Ma non tutti nello stesso modo.
Dati post pandemia
Cultura, tra rilancio
e disuguaglianze
Dopo la pandemia, la cultura torna lentamente a riempire gli spazi collettivi.
Le persone ricominciano a partecipare, incontrarsi, vivere luoghi ed esperienze condivise.
L’accesso alla cultura continua a dipendere dalle infrastrutture, dai servizi e dalla capacità di investimento dei territori, lasciando emergere differenze ancora profonde tra aree del Paese.
61,7%
Crescita partecipazione culturale
34,5€
Crescita pro-capite nel Nord-Est
8,8€
Crescita pro-capite nel Sud
Il numero di istituzioni non profit cresce. Ma il coinvolgimento delle persone resta più basso rispetto al periodo pre-pandemico.
Lo sviluppo locale che
riprende forma
Dopo la crisi pandemica, aumentano unità locali e occupazione.
Ma questa crescita riflette spesso processi di riorganizzazione, più che un reale rafforzamento del sistema economico. L’occupazione recupera tra il 2021 e il 2023, anche oltre i livelli pre-pandemici, ma non sempre in modo strutturale.
Tasso di occupazione (20-64 anni) in Italia
Più istituzioni,
meno partecipanti.
Negli ultimi anni, il numero di organizzazioni non profit continua a crescere, soprattutto nei territori più fragili. Ma questa espansione non corrisponde a un aumento della partecipazione collettiva.
Le reti si moltiplicano, mentre il coinvolgimento delle persone resta più discontinuo, segnato dalla frattura della pandemia e da nuove forme di distanza sociale. La partecipazione torna lentamente a emergere, ma in modo diseguale.
Non tutti i territori reagiscono con la stessa intensità.
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